Linee Vita - amministratori condominio

2014: NUOVE RESPONSABILITÀ PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO IN MATERIA DI CADUTE DALL'ALTO

 

Il decreto 81 del 2008 e modificato poi col 106 del 2009 assegnano agli amministratori immobiliari obblighi e responsabilità al fine di prevenire la caduta dal luogo di lavoro in quota. In particolare il capo II del titolo IV si applica sia ai cantieri temporanei o mobili sia ad ogni altra attività lavorativa che preveda lavori in quota. La suddetta vigente normativa di sicurezza prevede  che il Committente, al pari del Datore di Lavoro, si attenga ai principi ed alle misure generali di tutela dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale.

Nei casi in cui non sia possibile attuare misure di protezione collettiva, per i lavori in quota è consentito garantire la sicurezza dei lavoratori attraverso l’adozione di misure di protezione individuale. L’accesso in quota in sicurezza, attraverso dispositivi quali punti singoli di ancoraggio o linee vita è quindi uno degli aspetti inderogabili, finalizzato alla riduzione degli incidenti durante le operazioni di manutenzione ordinaria o straordinaria che si effettuano sulla copertura del condominio.

Ecco dunque l’opportunità o la necessità per l’amministratore di dotare i “propri” edifici di specifiche attrezzature per i lavori in quota, al fine di consentire l’esecuzione di interventi manutentivi (antennista, spazzacamino…), per i quali l’adozione di misure di protezione collettiva non trova giustificazione. 

La Corte di Cassazione con Sentenza nr, 42465/2010, ha sostenuto che “Il committente è il garante della sicurezza dei lavoratori incaricati a svolgere dei lavori nella propria proprietà o nelle proprietà di cui delegato”. Da ciò è se ne desume che l’amministratore, in base alle norme in vigore ed alle interpretazioni che ne fa la giurisprudenza, è tenuto a garantire ai lavoratori (a prescindere che siano dipendenti o lavoratori autonomi) un ambiente di lavoro, cioè il tetto del condominio, privo di rischio caduta. Ne deriva che occorrerà installare sistemi fissi anticaduta (attivi o passivi), destinati a proteggere chiunque si rechi sulla copertura per l’effettuazione di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Le norme non prescrivono “un metodo” per mettere in sicurezza le coperture, anzi, rimettono ai progettisti l’onere di scegliere il sistema ottimale per quella specifica copertura. Naturalmente, tutte le volte che non sarà possibile installare protezioni collettive (es. parapetti),  occorrerà installare dispositivi fissi quali linee vita e punti di ancoraggio. 

L’amministratore condominiale, in base al mandato ricevuto dall’assemblea, rappresenta i condomini (art. 1131 C.C.) e “deve compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni…” (art. 1130 C.C.). Ne deriva il fatto che, egli assuma anche la veste di “committente” quando  ordina o commissiona  opere di manutenzione ordinaria e straordinaria (lettera b) , comma 1,  dell’art. 89 d. lgs. 81/2008, committente è il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. …).

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